Vaccinazione e riduzione delle riacutizzazioni nei pazienti cronici: perché serve (anche) destagionalizzare

Per chi convive con una patologia cronica, un’infezione respiratoria non è “solo” qualche giorno a letto: può diventare la miccia di una riacutizzazione (peggioramento improvviso dei sintomi) con accessi in pronto soccorso, ricoveri, perdita di autonomia e, nei casi più gravi, aumento della mortalità. In questo scenario la vaccinazione non va letta soltanto come prevenzione dell’infezione, ma come riduzione del rischio di eventi clinici critici in persone fragili.

Negli ultimi anni, inoltre, la circolazione dei virus respiratori è diventata più “integrata” e meno prevedibile: influenza, RSV e SARS-CoV-2 co-circolano e possono alternarsi in ondate. È qui che entra in gioco un tema organizzativo sempre più rilevante: destagionalizzare (almeno in parte) l’offerta vaccinale, soprattutto per chi ha fragilità croniche.

Perché le infezioni “accendono” le riacutizzazioni

Le riacutizzazioni non dipendono solo dalla gravità dell’infezione: contano infiammazione sistemica, stress cardiopolmonare, disidratazione, riduzione dell’aderenza alle terapie e peggioramento della riserva funzionale. In pratica, quando l’organismo parte già “in equilibrio precario”, un virus o una polmonite possono spostarlo rapidamente fuori asse.

Questo vale in modo evidente per BPCO e asma, ma anche per scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, diabete, insufficienza renale e molte condizioni immunitarie. Il messaggio è semplice: ridurre probabilità e impatto delle infezioni respiratorie significa spesso ridurre la probabilità di ricadute e complicanze.

Cosa mostrano le evidenze: il beneficio è soprattutto sugli esiti “a valle”

Non tutte le prove disponibili hanno la stessa forza (trial, coorti osservazionali, meta-analisi), ma il segnale è coerente: nei fragili il vantaggio della vaccinazione è spesso più evidente su ospedalizzazioni, complicanze e morte che non sulla “semplice” prevenzione di ogni infezione.

Influenza
Nei pazienti con patologie respiratorie croniche, diverse analisi indicano associazioni con riduzione delle riacutizzazioni e con esiti migliori nelle stagioni influenzali. In parallelo, l’esperienza degli ultimi anni ricorda che l’efficacia può variare per match antigenico, intensità della stagione e timing dell’offerta. Proprio per questo le autorità sanitarie sottolineano sia l’importanza della vaccinazione nei gruppi a rischio, sia il tema del momento ottimale (protezione che tende a calare col tempo).

Pneumococco
La vaccinazione antipneumococcica nasce per prevenire malattia invasiva e polmonite. Nel mondo reale, oltre agli endpoint “classici”, la letteratura ha esplorato associazioni con riduzione di alcuni eventi avversi (inclusi cardiovascolari) e della mortalità in popolazioni anziane e a rischio, con risultati che possono differire a seconda di popolazione, outcome e disegno degli studi. È una vaccinazione tipicamente non stagionale, ma spesso finisce “schiacciata” dentro le campagne influenzali: un limite organizzativo più che clinico.

COVID-19
Le evidenze sul beneficio della vaccinazione nel ridurre esiti gravi sono robuste, con impatto particolarmente rilevante proprio nei pazienti con comorbidità. Inoltre, a differenza dell’influenza (che ha un forte vincolo stagionale), SARS-CoV-2 può generare ondate anche fuori dall’inverno: questo rende il ragionamento sul timing ancora più legato alla vulnerabilità individuale e alla programmazione dei richiami.

RSV (quando e per chi)
RSV è storicamente associato all’infanzia, ma negli adulti anziani e fragili può causare infezioni respiratorie severe e ricoveri. L’approccio di prevenzione si sta ampliando: anche qui il punto è proteggere chi ha maggiore rischio clinico nel momento di maggiore circolazione.

Il problema vero: coperture basse nei fragili e opportunità perse

Le raccomandazioni esistono, ma l’offerta non sempre intercetta il bisogno. Nei cronici, la mancata vaccinazione non dipende solo da esitazione: spesso è frutto di percorsi frammentati (specialista, MMG, ospedale, farmacia, servizio vaccinale) e di una prevenzione percepita come “extra”, non come parte della presa in carico.

Una prevenzione efficace nei cronici richiede un cambio di paradigma: la vaccinazione deve diventare un atto di continuità assistenziale, come la revisione della terapia o il controllo degli esami.

Destagionalizzazione: cosa significa davvero (e cosa no)

“Destagionalizzare” non vuol dire vaccinare in modo casuale tutto l’anno. Vuol dire spostare il baricentro: dalla logica della “campagna unica” alla logica di un’offerta continua, con finestre più ampie e recuperi attivi, soprattutto per chi è a rischio.

Ci sono almeno tre motivi concreti per farlo:

  1. Epidemiologia più complessa e co-circolazione di virus respiratori
    Le stagioni non sono sempre sovrapponibili tra Paesi e possono cambiare in timing e intensità. In più, l’integrazione della sorveglianza respiratoria e l’estensione dei sistemi di monitoraggio rafforzano l’idea che la pianificazione debba essere più flessibile.
  2. Waning immunity e “timing” come variabile clinica
    Per l’influenza, la protezione può diminuire col tempo e le indicazioni europee discutono proprio il bilanciamento tra vaccinare troppo presto e arrivare protetti al picco. In pratica: non basta “fare la campagna”, serve farla bene e prevedere recuperi per chi resta indietro.
  3. Accesso: la prevenzione deve intercettare i contatti di cura
    I cronici frequentano il sistema sanitario tutto l’anno (visite, controlli, riabilitazione, rinnovi terapeutici). Se l’offerta vaccinale è concentrata in poche settimane, si perdono occasioni. Una destagionalizzazione intelligente punta su vaccinazioni “di opportunità” e su recall mirati.

Un modello operativo (realistico) per i pazienti cronici

L’idea chiave dovrebbe essere questa: se il paziente fragile entra in contatto con il sistema, la prevenzione deve “essere lì”.

Pochi pilastri, ma decisivi:

  • Piano vaccinale annuale nei PDTA della cronicità (non solo “campagna”): cosa va fatto, cosa è già coperto, cosa manca.
  • Recupero attivo: reminder e chiamata mirata per chi non ha aderito nella finestra ottimale, invece di archiviare la stagione a novembre.
  • Integrazione dei setting: MMG/specialisti/servizi vaccinali/farmacie con un messaggio coerente e, idealmente, registrazione univoca della somministrazione.

Per un paziente cronico, vaccinarsi non deve essere “un gesto stagionale”: è una scelta di protezione contro riacutizzazioni, ricoveri e perdita di qualità di vita. La destagionalizzazione non è uno slogan, ma un modo per rendere la prevenzione più aderente alla realtà: virus che co-circolano, ondate che cambiano, fragilità che non va in pausa.

Riferimenti e link bibliografici

  1. ECDC – Timing of influenza vaccination (considerazioni su durata della protezione e contesto post-pandemico): https://www.ecdc.europa.eu/en/seasonal-influenza/prevention-and-control/vaccines/timing
  2. ECDC – Seasonal influenza 2023–2024 Annual Epidemiological Report (andamento e variabilità stagionale): https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/Seasonal%20influenza%20-%20Annual%20Epidemiological%20Report%20for%202023%E2%88%922024.pdf
  3. WHO/Europe – Q&A COVID-19, influenza e altri virus respiratori (approccio integrato e protezione dei vulnerabili): https://www.who.int/europe/news-room/questions-and-answers/item/covid-19–influenza–and-other-respiratory-viruses—2023-2024-autumn-and-winter-season
  4. WHO/Europe – Influenza season underway… (co-circolazione con altri patogeni respiratori, richiamo alla vaccinazione nei gruppi a rischio) – 25/11/2025: https://www.who.int/europe/news/item/25-11-2025-influenza-season-underway-across-the-who-european-region–who-calls-for-vigilance-and-vaccination
  5. Ministero della Salute – Protocollo operativo RespiVirNet 2024–25 (estensione sorveglianza, impostazione ARI): https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/stagione-influenzale-2024-25-protocollo-operativo-respivirnet/
  6. ISS/EpiCentro – Bilancio stagione 2024–2025 e link a RespiNews/RespiVirNet: https://www.epicentro.iss.it/influenza/stagione-2024-2025
  7. ISS RespiVirNet – Rapporto Influnet/RespiVirNet (novità definizione caso ARI e accesso ai report): https://respivirnet.iss.it/pagine/rapportoInflunet.aspx
  8. ECDC – Acute respiratory infections in the EU/EEA (sorveglianza integrata, ERVISS): https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/acute-respiratory-infections-eueea-epidemiological-update-and-current-public-health-0
  9. ERVISS – European Respiratory Virus Surveillance Summary (hub settimanale influenza/RSV/SARS-CoV-2): https://erviss.org/

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