Social listening e vaccini: l’Italia ha sperimentato il monitoraggio, ma manca una rete pubblica stabile

Individuare tempestivamente dubbi, narrazioni false e richieste informative può aiutare le istituzioni a comunicare meglio. L’ISS ha partecipato allo sviluppo di una piattaforma europea per analizzare le conversazioni online, ma non risulta disponibile una dashboard nazionale permanente e pubblica dedicata alla disinformazione vaccinale.

Il social listening consiste nell’ascolto sistematico delle conversazioni pubbliche online per individuare temi emergenti, domande, sentimenti, comunità attive e contenuti maggiormente condivisi.

Applicato alle vaccinazioni, non serve soltanto a cercare informazioni false. Può permettere di capire quali dubbi stiano crescendo, quali gruppi siano coinvolti e quali informazioni istituzionali risultino poco chiare.

L’Istituto Superiore di Sanità, insieme all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha partecipato nell’ambito della Joint Action europea sulle vaccinazioni allo sviluppo di una piattaforma capace di raccogliere e visualizzare dati provenienti da social network, motori di ricerca e pagine web. Il sistema era stato progettato per seguire le conversazioni, individuare temi emergenti, mappare le comunità e identificare i contenuti più condivisi.

Dalla sperimentazione alla pratica ordinaria

L’esperienza ha dimostrato la fattibilità tecnica del monitoraggio. Non risulta però disponibile, nelle fonti istituzionali consultate, una dashboard nazionale pubblica e permanente che mostri in tempo reale:

  • principali temi vaccinali discussi;
  • diffusione delle narrazioni false;
  • andamento del sentiment;
  • richieste informative emergenti;
  • risposte attivate dalle istituzioni.

Questo non significa che Ministero, ISS o Regioni non svolgano attività interne di monitoraggio. Significa che non esiste una rendicontazione pubblica uniforme che permetta di conoscere metodi, risultati e interventi conseguenti.

Che cosa raccomanda l’ECDC

L’ECDC considera il contrasto alla disinformazione vaccinale una funzione rilevante delle autorità di sanità pubblica. Il Centro europeo sottolinea la necessità di conoscere il panorama nazionale della disinformazione, disporre di strumenti adeguati e utilizzare competenze interdisciplinari, comprendenti sanità pubblica, analisi dei dati, comunicazione, psicologia e scienze comportamentali.

L’ECDC ha inoltre sviluppato una formazione specifica per operatori di sanità pubblica e comunicatori impegnati nella gestione della disinformazione vaccinale online.

Il punto centrale è che rispondere a ogni singolo contenuto falso non equivale a una strategia. Serve un sistema che stabilisca quali narrazioni possano produrre un impatto concreto sull’adesione e quali richiedano un intervento.

Social listening non significa sorvegliare i cittadini

Il monitoraggio deve riguardare conversazioni e contenuti pubblici, nel rispetto delle regole applicabili alla protezione dei dati e alla ricerca.

L’obiettivo non è classificare individualmente gli utenti, ma individuare tendenze aggregate:

  • quali domande vengono ripetute;
  • quali informazioni sono fraintese;
  • quali eventi generano improvvisi aumenti di attenzione;
  • quali fonti vengono maggiormente condivise;
  • in quali comunità digitali si diffonde una narrazione.

Una comunicazione istituzionale costruita su dati aggregati può essere più tempestiva e pertinente.

Il rischio delle risposte tardive

Le informazioni false tendono spesso a diffondersi rapidamente, mentre la risposta istituzionale richiede verifiche, approvazioni e coordinamento.

Un sistema di social listening potrebbe ridurre questo ritardo attraverso soglie di allerta e procedure prestabilite. Non tutte le segnalazioni richiederebbero una risposta pubblica. Alcune potrebbero essere affrontate aggiornando una FAQ, preparando materiali per gli operatori o chiarendo un’informazione nei canali territoriali.

La scelta dipende dalla diffusione del contenuto, dalla sua capacità di raggiungere gruppi vulnerabili e dalla possibilità che modifichi concretamente un comportamento.

Il ruolo delle Regioni

Le Regioni gestiscono campagne vaccinali, servizi e informazioni operative. Sono quindi spesso le prime a dover rispondere a dubbi riguardanti prenotazioni, target, disponibilità o presunti rischi.

Non risulta però un modello nazionale che richieda a ciascuna Regione di dotarsi di:

  • un’unità di social listening;
  • un protocollo di allerta;
  • un gruppo interdisciplinare;
  • un calendario di report;
  • indicatori di efficacia della risposta.

Il nuovo PNP 2026-2031 valorizza comunicazione, sorveglianza e utilizzo dei dati nella programmazione. Questo quadro potrebbe essere utilizzato per inserire il social listening nei nuovi Piani regionali, evitando iniziative isolate.

Che cosa bisognerebbe fare

Ministero e ISS dovrebbero definire un modello nazionale comune, con:

  1. criteri di raccolta e analisi dei dati pubblici;
  2. tassonomia condivisa delle narrazioni;
  3. soglie per identificare i segnali rilevanti;
  4. procedure di verifica scientifica;
  5. coordinamento tra livello nazionale e regionale;
  6. regole per la pubblicazione dei risultati.

Le Regioni potrebbero alimentare una piattaforma condivisa e ricevere alert riferiti al proprio territorio. Una parte dei risultati dovrebbe essere pubblica, almeno sotto forma di report periodici.

La valutazione non dovrebbe fermarsi al numero di contenuti prodotti. Bisognerebbe misurare:

  • tempo tra segnale e risposta;
  • diffusione del chiarimento;
  • comprensione del messaggio;
  • variazione delle richieste informative;
  • eventuale effetto sulle prenotazioni o sulle coperture.

Infine, il social listening dovrebbe essere collegato all’ascolto offline. Le domande raccolte da medici, pediatri, farmacisti, consultori e centri vaccinali possono mostrare fenomeni non ancora visibili sui social network.

L’Italia dispone già di esperienze e competenze. Il passo ancora da compiere è trasformare il monitoraggio delle conversazioni da progetto sperimentale a funzione ordinaria e trasparente della sanità pubblica.

Fonti principali

ISS-EpiCentro, piattaforma europea per il monitoraggio delle conversazioni vaccinali; ECDC, indicazioni per contrastare la disinformazione online; Ministero della Salute, Piano nazionale della prevenzione 2026-2031.

Related posts



Homnya Srl | Partita IVA: 13026241003

Sede legale: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via Galvani, 24 - 20099 - Milano

Privacy Policy |  Cookie Policy |  Accessibilità

PreventionTask © 2026