Emilia-Romagna, le farmacie rafforzano il loro ruolo nella prevenzione vaccinale

Il nuovo accordo regionale consolida la farmacia dei servizi e conferma la somministrazione di tre vaccinazioni agli adulti

Le farmacie convenzionate diventano sempre più parte integrante della sanità territoriale dell’Emilia-Romagna. Il nuovo Accordo integrativo regionale sottoscritto dalla Regione con Federfarma Emilia-Romagna e Assofarm Emilia-Romagna consolida infatti il modello della farmacia dei servizi, ampliandone l’integrazione nella rete del Servizio sanitario regionale.

L’intesa, annunciata il 7 luglio 2026, disciplinerà le attività delle farmacie convenzionate fino al 30 giugno 2029. Accanto alla dispensazione dei medicinali, comprende vaccinazioni, telemedicina, partecipazione agli screening oncologici, test diagnostici, farmacovigilanza e supporto per l’accesso ai servizi sanitari digitali.

Quali vaccinazioni si possono fare in farmacia

In Emilia-Romagna, le farmacie aderenti possono somministrare ai cittadini maggiorenni:

  • vaccino antinfluenzale;
  • vaccino anti-COVID-19;
  • vaccino contro difterite, tetano e pertosse in formulazione dTpa.

L’accordo conferma quindi attività vaccinali già inserite nelle campagne regionali e aggiorna le relative modalità di remunerazione. Dal 2028 è previsto l’allineamento delle tariffe riconosciute alle farmacie per le vaccinazioni antinfluenzali e dTpa a quelle applicate ai medici di medicina generale.

L’elenco non comprende, allo stato attuale, tutte le vaccinazioni previste dal calendario nazionale. Vaccini come quelli contro pneumococco, herpes zoster, virus respiratorio sinciziale, meningococco o papillomavirus continuano a seguire i percorsi organizzativi definiti dalla Regione e dalle Aziende sanitarie e non risultano inclusi nel nuovo accordo tra quelli somministrabili nelle farmacie emiliano-romagnole.

La farmacia come presidio sanitario di prossimità

Il valore dell’accordo non risiede soltanto nell’aumento dei punti nei quali è possibile ricevere una vaccinazione. La presenza capillare delle farmacie permette di avvicinare i servizi di prevenzione ai luoghi di vita delle persone, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree rurali.

In Emilia-Romagna sono attive 1.412 farmacie, delle quali 554, pari al 39%, si trovano in comuni, località, frazioni o centri abitati con meno di 5.000 abitanti. In questi contesti la farmacia rappresenta spesso uno dei presìdi sanitari più facilmente accessibili.

La prossimità può essere particolarmente importante per adulti, anziani, persone con difficoltà di mobilità e cittadini che accedono raramente agli ambulatori. La possibilità di ricevere la vaccinazione in farmacia può ridurre gli spostamenti e aumentare le occasioni di contatto con il sistema sanitario.

Un modello integrato con gli altri professionisti

La farmacia non sostituisce i centri vaccinali, i medici di medicina generale o gli altri professionisti coinvolti nella prevenzione. Il modello delineato dall’accordo è quello di una rete territoriale nella quale i diversi punti di offerta operano in modo complementare.

I Dipartimenti di prevenzione conservano le funzioni di programmazione, coordinamento e sorveglianza. I medici di medicina generale mantengono un ruolo essenziale nell’individuazione delle persone eleggibili, in particolare in presenza di patologie croniche o condizioni di rischio. Le farmacie aggiungono capillarità, facilità di accesso e occasioni di informazione.

Perché il modello sia efficace, ogni somministrazione deve essere registrata nei sistemi informativi vaccinali e resa disponibile agli altri professionisti che seguono la persona. Sono inoltre necessari formazione uniforme, procedure condivise, corretta gestione del consenso e collegamento con i servizi sanitari in presenza di situazioni cliniche che richiedano una valutazione medica.

La sfida delle coperture vaccinali nell’adulto

Il rafforzamento del ruolo delle farmacie può contribuire soprattutto alla vaccinazione dell’adulto, un’area nella quale l’adesione è spesso più difficile da organizzare rispetto all’età pediatrica.

Molti adulti non hanno un appuntamento periodico dedicato alla verifica dello stato vaccinale. Il contatto con la farmacia può diventare un’occasione per ricordare una campagna stagionale, verificare la necessità di un richiamo o indirizzare il cittadino verso il medico o il servizio vaccinale competente.

La funzione informativa deve comunque rimanere distinta dalla valutazione clinica. Il farmacista può favorire la conoscenza delle opportunità disponibili e agevolare l’accesso alle vaccinazioni che è autorizzato a somministrare, mentre per le altre vaccinazioni deve orientare la persona verso i percorsi previsti dal Servizio sanitario regionale.

Verso una prevenzione più accessibile

Il nuovo accordo emiliano-romagnolo conferma l’evoluzione della farmacia da luogo prevalentemente dedicato alla dispensazione dei medicinali a presidio sanitario integrato nel territorio.

La possibilità di effettuare in farmacia le vaccinazioni antinfluenzale, anti-COVID-19 e dTpa rappresenta una componente concreta di questa trasformazione. Il risultato dovrà essere misurato attraverso l’aumento delle coperture, la riduzione delle differenze territoriali e la capacità di raggiungere le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi.

L’obiettivo non è moltiplicare percorsi paralleli, ma costruire una rete coordinata nella quale farmacie, medici, servizi vaccinali e Aziende sanitarie concorrano alla stessa finalità: rendere la prevenzione più vicina, semplice e accessibile.

Fonte e link ufficiale

Regione Emilia-Romagna – “Salute, non solo medicine: le farmacie punto di riferimento nei territori per cittadine e cittadini”, 7 luglio 2026

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