Spigolando tra i dati ECDC: l’Italia nel contesto europeo – punti di forza e gap della prevenzione vaccinale

Fare un confronto europeo non serve a “dare voti”, ma a capire dove l’Italia è già solida e dove invece resta vulnerabile, soprattutto sugli adulti e sulla capacità di chiudere i “buchi” di immunità. I dati ECDC (e, quando necessario, le fonti istituzionali italiane e WHO) raccontano un quadro con due messaggi chiari: il sistema pediatrico tiene, mentre la prevenzione nell’adulto (e nei richiami) resta l’area più fragile, con forti differenze territoriali e di accesso.

Cosa funziona: i punti di forza italiani (in prospettiva UE)

1) Un calendario nazionale strutturato lungo tutto l’arco della vita
Nel confronto tra schedulazioni europee, l’Italia mostra un impianto chiaro per fasce d’età, con raccomandazioni consolidate in pediatria e indicazioni per adulti e anziani (es. richiami decennali, influenza annuale negli anziani e nei gruppi a rischio) [1][2]. Questo è un punto di forza perché rende possibile la “presa in carico vaccinale” come parte dei percorsi assistenziali.

2) Un’offerta pediatrica generalmente elevata e orientata al recupero
Le coperture pediatriche italiane restano tra gli asset fondamentali della prevenzione: i dati pubblicati a livello nazionale mostrano livelli alti per molte vaccinazioni “core” nei primi anni di vita, pur con oscillazioni regionali e con alcuni target non ancora pienamente centrati [3][4]. In altre parole: la base c’è, e i recuperi possono funzionare se vengono programmati e misurati.

3) Governance e sorveglianza: l’Europa spinge, l’Italia ha strumenti per stare al passo
Sul fronte respiratorio, l’integrazione della sorveglianza (influenza e altri virus) sta diventando la norma a livello europeo; l’Italia si muove in questa direzione con sistemi che aiutano programmazione e comunicazione del rischio [5][6]. Questo è cruciale perché la prevenzione non è più “una stagione, un virus”: è un ecosistema.

Dove l’Italia è più esposta: i gap che pesano di più (sempre in confronto UE)

1) Influenza negli anziani: coperture lontane dagli obiettivi, e il divario con i “best performer” resta ampio
Nel 2024/2025 la copertura antinfluenzale negli anziani in Italia è stata 52,5% (dato nazionale, aggiornamento 29 agosto 2025) [7]. È un livello che protegge parzialmente, ma rimane distante dai target di sanità pubblica e, nel confronto europeo, mostra che il vero limite non è “avere la raccomandazione”, bensì riuscire a trasformarla in adesione, soprattutto nei fragili [8].
Qui l’indicazione pratica che emerge dai confronti ECDC è netta: i Paesi che fanno meglio combinano offerta capillare, registri/monitoraggio, e strategie attive (richiami, promemoria, chiamata mirata).

2) Richiami COVID-19: forte variabilità UE e performance italiana sotto la mediana europea per gli over 60
Il report ECDC sulle campagne 2024–25 mostra una variabilità enorme tra Paesi; ma un dato è particolarmente utile per capire il posizionamento: per gli over 60, la mediana UE/EEA è 8,7%, mentre l’Italia risulta a 4,8% nel periodo analizzato (una dose nella finestra considerata) [9].
Questo segnala un punto critico: quando la strategia diventa stagionale e focalizzata sui vulnerabili, servono canali e percorsi “a prova di frizione” (proposta proattiva, accesso semplice, integrazione con MMG/farmacie/servizi).

3) Morbillo: la lezione europea è che i “buchi” di immunità si pagano subito
L’ECDC documenta un forte aumento dei casi di morbillo nell’UE/EEA nel 2024 (35.212 casi), con una chiara raccomandazione: chiudere i gap di immunità [10]. In Italia, le analisi nazionali indicano che restano aree e coorti con coperture insufficienti (in particolare sulle due dosi), e che nessuna Regione/PA ha centrato la soglia ottimale del 95% per due dosi nelle coorti analizzate in quel periodo [11].
Nel confronto UE, il messaggio non è teorico: basta una riduzione localizzata di copertura per rendere possibili focolai, specie in comunità con accesso difficile o esitazione elevata.

4) HPV: progressi, ma ancora sotto soglia ottimale
Anche qui il confronto europeo è utile: quando la copertura HPV non raggiunge livelli ottimali, i benefici di prevenzione oncologica si distribuiscono meno e aumentano le disuguaglianze. I dati italiani richiamano ancora margini importanti per arrivare ai target del Piano, soprattutto in alcune coorti e territori [11][4].

Che cosa ci dice davvero il confronto ECDC (oltre i numeri)

L’Italia non è “indietro” per mancanza di raccomandazioni. Il calendario c’è e la cornice è robusta. Il problema, come in molti Paesi UE, è la messa a terra: trasformare indicazioni e gratuità in adesione reale nei gruppi che più beneficiano.

Tre leve emergono con coerenza dai confronti europei e dai dati italiani:

  • Infrastruttura del dato (registri e monitoraggio comparabile): senza numeri affidabili e tempestivi, non si guida il miglioramento [8][9].
  • Offerta integrata e continua (non solo campagne): la vaccinazione del fragile deve “stare dentro” i contatti di cura [8][7].
  • Recupero mirato (catch-up) dove il rischio è più alto: morbillo e HPV sono due aree dove i gap si traducono rapidamente in esiti evitabili [10][11].

Conclusione: un bilancio sintetico “Italia vs UE”

Nel contesto europeo, l’Italia ha basi solide (calendario, pediatria, strumenti di sorveglianza), ma paga soprattutto due debolezze: vaccinazione dell’adulto/anziano e capacità di chiudere i gap territoriali. Se il 2026 deve essere un anno di salto di qualità, la priorità non è aggiungere nuove raccomandazioni, ma rendere sistematiche le strategie che aumentano l’adesione: accesso semplice, proposta proattiva, integrazione nei percorsi e misurazione continua.

Riferimenti e link bibliografici

  1. ECDC – Vaccine Scheduler (schedulazioni per Paese): https://vaccine-schedule.ecdc.europa.eu/
  2. ISS – EpiCentro (Immunization schedule Italy, in inglese): https://www.epicentro.iss.it/en/vaccines/immunization-schedule-italy
  3. ISS – EpiCentro, Copertura vaccinale in Italia (dashboard e aggiornamenti): https://www.epicentro.iss.it/vaccini/dati_ita
  4. Ministero della Salute – Banche dati coperture vaccinali età pediatrica e adolescenza: https://www.salute.gov.it/new/it/banche-dati/vaccinazioni-delleta-pediatrica-e-delladolescenza-coperture-vaccinali/
  5. ISS – RespiVirNet / sorveglianza virus respiratori: https://respivirnet.iss.it/
  6. ECDC – Annual Epidemiological Reports (hub): https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/monitoring/all-annual-epidemiological-reports
  7. Ministero della Salute – Dati coperture vaccinali Influenza (stagione 2024/2025, aggiornamento 29 agosto 2025): https://www.salute.gov.it/new/it/tema/influenza/dati-coperture-vaccinali-influenza/
  8. ECDC – Seasonal influenza vaccination recommendations and coverage rates in the EU/EEA, 2024/25 (PDF): https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/seasonal-influenza-recommendation-coverage-2025.pdf
  9. ECDC – COVID-19 vaccination coverage in the EU/EEA during the 2024–25 season campaigns (13 giugno 2025) + PDF:
  10. ECDC – Measles: Annual Epidemiological Report for 2024 (28 aprile 2025): https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/measles-annual-epidemiological-report-2024
  11. ISS – EpiCentro, “Vaccinazioni 2025” (commento su coperture e gap, incl. due dosi e HPV): https://www.epicentro.iss.it/552/vaccini/2025
  12. WHO – Immunization 2024 Italy country profile (13 luglio 2024) + PDF:

Related posts



Homnya Srl | Partita IVA: 13026241003

Sede legale: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via Galvani, 24 - 20099 - Milano

Accessibilità

PreventionTask © 2026