Il problema non è solo avere raccomandazioni e vaccini disponibili, ma rendere la prevenzione visibile, prossima e facile da raggiungere
Uno dei nodi più concreti della vaccinazione dell’adulto non riguarda tanto l’esistenza delle raccomandazioni, quanto la capacità del sistema di raggiungere le persone nel luogo e nel momento giusto. L’Agenda europea dell’immunizzazione al 2030 mette questo punto al centro, insistendo sull’adattamento dei servizi vaccinali ai bisogni delle persone e delle comunità e sul rafforzamento delle partnership tra attori diversi. È una presa d’atto importante: la vaccinazione dell’adulto non crescerà davvero se continuerà a dipendere da percorsi poco visibili, difficili da attivare o troppo lontani dalla vita quotidiana delle persone.
In Italia il cambiamento è già visibile. Il Ministero della Salute ricorda che il ruolo della farmacia è mutato nel corso degli ultimi anni attraverso la costruzione della cosiddetta “farmacia dei servizi”, mentre la FOFI ha promosso anche per il 2025-2026 un percorso formativo dedicato alla somministrazione in sicurezza dei vaccini antinfluenzali e anti-COVID-19 da parte dei farmacisti. Questo non significa sostituire altri attori, ma riconoscere che la prevenzione dell’adulto ha bisogno di punti di accesso più prossimi, più frequenti e più leggibili. La farmacia, in questa prospettiva, non è soltanto un presidio distributivo: diventa uno snodo possibile della prevenzione di comunità.
Il tema riguarda soprattutto adulti e anziani. Il Ministero della Salute ricorda, per esempio, che per le persone dai 60 anni in su la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita, mentre per la campagna anti-COVID-19 2025-2026 le farmacie rientrano tra i presidi coinvolti nelle somministrazioni, come richiamato anche da Federfarma sulla base della circolare ministeriale. Parallelamente, in alcune realtà regionali stanno emergendo sperimentazioni ulteriori di vaccinazione in farmacia. Al di là dei singoli modelli locali, il dato più interessante è un altro: la vaccinazione dell’adulto sta uscendo da una geografia ristretta per appoggiarsi sempre di più a reti di prossimità.
La prospettiva, però, non riguarda solo le farmacie. Coinvolge anche medici di medicina generale, specialisti, centri vaccinali, ospedale e servizi territoriali. La domanda vera non è quale professionista “detenga” la vaccinazione dell’adulto, ma come costruire un sistema in cui il cittadino riceva un’offerta coerente, riconoscibile e facilmente accessibile. È qui che il tema dei nuovi punti di accesso si salda con quello della fiducia e della presa in carico. Non basta moltiplicare i luoghi: bisogna farli funzionare come una rete. Quando questo accade, la vaccinazione smette di essere un’incombenza da cercare e diventa finalmente un servizio di prevenzione vicino alle persone.
Riferimenti e bibliografia
- WHO/Europe – The European Immunization Agenda 2030
- WHO/Europe – European Immunization Agenda 2030 (publication)
- Ministero della Salute – La farmacia dei servizi
- FOFI – Programma corso FAD 2025-2026 sulla somministrazione in sicurezza del vaccino antinfluenzale e anti-COVID-19
- FOFI – Programma corso FAD 2026 sulla somministrazione in sicurezza del vaccino antinfluenzale e anti-COVID-19
- Ministero della Salute – Persone di età ≥ 60 anni
- Ministero della Salute – Campagna di vaccinazione anti Covid-19
- Federfarma – Vaccini anti-Covid, la Circolare del Ministero sulla campagna 2025/2026: farmacie tra i presidi coinvolti nelle somministrazioni
- Federfarma – Vaccinazione antipneumococcica in farmacia, avviata la campagna in Lombardia
