Cronicità e prevenzione, AGENAS definisce tre nuovi percorsi. Ora la sfida è integrare anche le vaccinazioni

Completati i modelli nazionali per diabete, asma grave e BPCO, sviluppati con il coinvolgimento di nove Regioni. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione e rendere più omogenea l’assistenza sul territorio. Tra le opportunità da valorizzare, anche la protezione vaccinale delle persone con patologie croniche.

La prevenzione entra sempre più stabilmente nei percorsi di assistenza alle persone con malattie croniche. È questa una delle indicazioni che emergono dal lavoro di AGENAS, che ha completato la definizione di tre nuovi modelli nazionali di Percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PPDTA) dedicati al diabete mellito, all’asma grave e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). L’obiettivo è favorire un’assistenza più uniforme e integrata, capace di accompagnare le persone nel tempo e di valorizzare gli interventi preventivi accanto alle altre attività sanitarie. Un passaggio che apre prospettive anche per la prevenzione vaccinale, soprattutto nelle persone con patologie croniche, per le quali alcune infezioni possono comportare conseguenze più gravi.

Nove Regioni coinvolte per rafforzare la prevenzione

I tre modelli sono il risultato di un progetto di ricerca condotto da AGENAS in collaborazione con ALTEMS, che ha coinvolto nove Regioni – Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria e Veneto – insieme a società scientifiche, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti. Il lavoro, passato anche attraverso una consultazione pubblica avviata nel febbraio 2026, punta a superare la frammentazione dei servizi attraverso riferimenti organizzativi condivisi, strumenti di monitoraggio e indicatori comuni per valutare la qualità dell’assistenza.

La novità non riguarda soltanto la definizione di percorsi nazionali di riferimento, ma soprattutto il ruolo attribuito alla prevenzione, considerata parte integrante della presa in carico. Un’impostazione coerente con gli indirizzi del Piano Nazionale della Prevenzione, che richiama la necessità di intervenire sui fattori di rischio e di rafforzare il collegamento tra servizi di prevenzione, cure primarie e assistenza territoriale. In questo quadro, la gestione della cronicità diventa anche un’occasione per promuovere interventi capaci di proteggere la salute delle persone e ridurre il rischio di complicanze evitabili.

Vaccinazioni e patologie croniche, una protezione da rafforzare

È proprio su questo terreno che si inserisce il tema delle vaccinazioni. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e il Calendario Vaccinale per la Vita sottolineano l’importanza di garantire una protezione adeguata alle persone con specifiche condizioni di rischio, comprese quelle affette da patologie croniche. Le vaccinazioni contro influenza e pneumococco, insieme alle altre immunizzazioni raccomandate in base all’età e alle condizioni individuali, rappresentano strumenti fondamentali di prevenzione. Per le persone con malattie respiratorie croniche, così come per quelle con diabete, la prevenzione delle infezioni assume infatti un rilievo particolare, anche alla luce del possibile maggiore impatto di alcune malattie infettive sulla salute.

Da qui l’opportunità di rendere la valutazione dello stato vaccinale una componente sempre più riconoscibile dei percorsi assistenziali. I nuovi modelli AGENAS non introducono automaticamente specifici programmi vaccinali, ma il rafforzamento dell’integrazione tra prevenzione e assistenza offre un’occasione per affrontare una questione centrale: come raggiungere in modo più efficace le persone a rischio e favorire la loro adesione consapevole alle vaccinazioni raccomandate.

Medici di famiglia, specialisti e servizi vaccinali: il valore dell’integrazione

Un ruolo decisivo spetta alla medicina territoriale. Medici di medicina generale, specialisti e Dipartimenti di Prevenzione possono contribuire, attraverso una collaborazione più strutturata, a individuare i bisogni di protezione, fornire informazioni corrette e orientare i cittadini verso i servizi vaccinali. L’obiettivo è fare in modo che la prevenzione non dipenda esclusivamente dall’iniziativa individuale, ma trovi spazio nelle occasioni di contatto con il sistema sanitario. Anche gli strumenti digitali e la telemedicina, previsti nell’impostazione dei nuovi percorsi, possono sostenere una maggiore continuità organizzativa e facilitare il monitoraggio delle attività preventive.

La sfida passa alle Regioni: garantire un accesso omogeneo alla prevenzione

La partita più importante si giocherà però nelle Regioni. I tre PPDTA costituiscono modelli nazionali di riferimento, ma la loro applicazione concreta dipenderà dalle scelte organizzative dei singoli sistemi sanitari regionali e delle aziende sanitarie. È a questo livello che si potranno rafforzare i collegamenti tra i diversi professionisti e servizi, individuando soluzioni capaci di rendere la prevenzione più accessibile e omogenea.

In questo processo potrà assumere un peso importante anche il sistema di indicatori condivisi previsto dai modelli AGENAS, pensato per valutare i percorsi e i risultati dell’assistenza. La possibilità di misurare e confrontare le performance nei diversi territori rappresenta infatti uno strumento utile per individuare criticità e opportunità di miglioramento. In prospettiva, estendere questa attenzione anche all’accesso agli interventi preventivi e alle coperture vaccinali delle persone con patologie croniche potrebbe contribuire a rendere più efficaci le strategie di sanità pubblica.

Il completamento dei tre percorsi AGENAS segna dunque un passo avanti verso un modello di assistenza nel quale la prevenzione assume un ruolo sempre più strutturale. La sfida, ora, sarà tradurre questo principio in interventi concreti e omogenei sul territorio, valorizzando anche le opportunità offerte dalla prevenzione vaccinale. Perché proteggere la salute delle persone con patologie croniche significa non soltanto assicurare continuità assistenziale, ma anche rafforzare la capacità del sistema sanitario di prevenire le malattie evitabili e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione.

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