Il sistema digitale utilizzato da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Regioni accompagna la programmazione e la valutazione degli interventi di prevenzione. Nato nel 2018 e aggiornato per il ciclo 2026–2031, dispone di un’area pubblica e di una riservata agli operatori. Resta aperta la questione della trasparenza: quali informazioni saranno accessibili ai cittadini per conoscere e confrontare i risultati raggiunti nei diversi territori?
Misurare la prevenzione è una delle sfide più complesse della sanità pubblica. Gli effetti degli interventi preventivi si manifestano spesso nel tempo e richiedono strumenti capaci di collegare programmi, attività realizzate, popolazioni raggiunte e risultati di salute. Per questo, accanto alla definizione degli obiettivi, è fondamentale disporre di sistemi informativi affidabili e di indicatori condivisi tra i diversi territori.
È in questo contesto che assume rilievo la piattaforma digitale nazionale utilizzata per la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione dei Piani regionali della prevenzione (PRP), ai quali è affidata l’attuazione territoriale delle strategie definite dal Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2026–2031, approvato con Intesa Stato-Regioni il 21 maggio 2026.
La piattaforma esiste già ed è raggiungibile all’indirizzo 2026.pianiregionalidellaprevenzione.it. Non si tratta, tuttavia, di un portale rivolto principalmente ai cittadini, né di uno strumento completamente nuovo. È un sistema di lavoro destinato soprattutto alle amministrazioni e agli operatori coinvolti nella programmazione e nella verifica delle politiche di prevenzione.
Che cos’è la piattaforma e come funziona
Il suo nome è I Piani Regionali di Prevenzione, indicato nei documenti istituzionali anche con la sigla PF, mentre il portale dedicato al ciclo 2026–2031 utilizza la denominazione PF-PRP. La piattaforma è stata introdotta nel 2018 come strumento di supporto al monitoraggio e alla valutazione dei Piani regionali 2014–2019. Successivamente è stata utilizzata per la pianificazione regionale e per il monitoraggio e la valutazione del ciclo 2020–2025. L’attuale versione è dedicata al nuovo periodo di programmazione.
La sua funzione è mettere a disposizione delle amministrazioni un ambiente informatico condiviso nel quale organizzare le informazioni relative ai Piani regionali, documentare le attività previste, rendicontarne l’avanzamento e supportare le verifiche istituzionali. In concreto, il sistema permette di utilizzare una struttura comune per descrivere gli interventi di prevenzione e collegarli agli obiettivi e agli indicatori stabiliti a livello nazionale. Le Regioni possono così predisporre e documentare la propria programmazione secondo criteri omogenei, mentre i soggetti competenti a livello centrale dispongono degli strumenti necessari per esaminarla e valutarla.
La piattaforma comprende una parte accessibile pubblicamente, dedicata alla consultazione di documenti, materiali metodologici, struttura del Piano, indicatori e informazioni relative ai Piani regionali. È presente inoltre un’area riservata, alla quale accedono gli operatori autorizzati per svolgere le attività di competenza. Questa distinzione è importante: l’esistenza di un portale consultabile da chiunque non significa che l’intero patrimonio informativo raccolto attraverso il sistema sia automaticamente disponibile al pubblico.
Chi gestisce la piattaforma
Anche sul piano delle responsabilità istituzionali il sistema presenta una struttura definita. Il Ministero della Salute coordina il percorso di attuazione e monitoraggio del Piano nazionale, assicurando il raccordo operativo con Regioni e Province autonome. Nell’ambito della piattaforma, la Direzione generale della prevenzione sanitaria è indicata tra i riferimenti istituzionali centrali per il coordinamento del PNP e la valutazione dei PRP. L’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (CNaPPS), costituisce un riferimento tecnico-scientifico per il supporto ai Piani nazionali e regionali della prevenzione. Le Regioni e le Province autonome sono invece responsabili della predisposizione, dell’adozione e della realizzazione dei rispettivi Piani, nonché della documentazione delle attività secondo le procedure previste.
Si tratta dunque di uno strumento istituzionale di supporto al governo della prevenzione, con responsabilità differenziate tra coordinamento nazionale, supporto tecnico-scientifico, attuazione regionale e gestione tecnologica.
Il ruolo della piattaforma nel nuovo Piano 2026–2031
Il nuovo Piano nazionale della prevenzione rafforza il modello di programmazione comune attraverso 14 Programmi Predefiniti, che tutte le Regioni sono chiamate ad attuare tenendo conto delle caratteristiche e dei bisogni dei rispettivi territori. Questi programmi prevedono obiettivi e indicatori definiti a livello nazionale, con l’intento di rendere più omogenea l’attuazione delle politiche di prevenzione e più strutturata la verifica dei risultati.
La piattaforma è lo strumento informatico attraverso cui gestire questo processo.
L’Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026 stabilisce un preciso calendario di adempimenti. Le Regioni e le Province autonome dovevano inserire nella piattaforma le informazioni relative alla pianificazione entro il 30 settembre 2026. Entro il 30 novembre il Ministero della Salute dovrà esaminarle, anche proponendo eventuali integrazioni. L’adozione formale dei Piani regionali è prevista entro il 31 dicembre 2026. Successivamente, a partire dal 2028, entro il 31 marzo di ogni anno le amministrazioni regionali dovranno documentare attraverso la piattaforma lo stato di avanzamento dei propri Piani al 31 dicembre dell’anno precedente. Il sistema è quindi destinato ad accompagnare non soltanto la fase iniziale di programmazione, ma anche la successiva rendicontazione e valutazione degli interventi.
Il nodo della trasparenza: quali risultati saranno visibili ai cittadini?
La disponibilità di una piattaforma condivisa rappresenta un elemento importante per migliorare la raccolta e l’organizzazione delle informazioni. Ma introduce anche una questione ulteriore: in quale misura i dati prodotti potranno essere utilizzati per rendere comprensibili all’esterno i risultati delle politiche di prevenzione? L’attuale portale consente di consultare una serie di contenuti e documenti pubblici, tra cui informazioni sul Piano nazionale, sui suoi obiettivi e indicatori e sulla programmazione regionale.
Dalle sezioni pubblicamente consultabili non emerge, al momento, un quadro completo e immediatamente confrontabile dei risultati raggiunti dalle diverse Regioni nel nuovo ciclo 2026–2031. È una situazione che deve essere letta alla luce delle scadenze di programmazione e attuazione ancora in corso e che non consente di formulare giudizi sui dati eventualmente già disponibili nell’area riservata. Rimane però da chiarire se, quando e attraverso quali modalità il sistema renderà accessibili indicatori territoriali aggiornati e informazioni sufficientemente dettagliate per consentire analisi comparabili. Un conto, infatti, è disporre di uno strumento attraverso cui le amministrazioni possono trasmettere documenti e rendicontare attività. Un altro è permettere a cittadini, ricercatori, associazioni e professionisti di conoscere in modo comprensibile quanto viene effettivamente realizzato nei diversi territori. Le due funzioni non sono necessariamente coincidenti, ma potrebbero rafforzarsi reciprocamente.
Confrontare le Regioni senza trasformare i dati in classifiche
Una maggiore disponibilità di dati potrebbe contribuire a comprendere come le Regioni affrontano problemi comuni, dalla prevenzione delle malattie croniche alla promozione degli stili di vita salutari, dalla prevenzione delle malattie infettive alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Il valore di queste informazioni dipenderebbe però anche dalla possibilità di interpretarle correttamente.
Confrontare i risultati della prevenzione non significa necessariamente individuare territori virtuosi e territori inadempienti. Le caratteristiche demografiche, epidemiologiche, geografiche e sociali incidono sulla complessità degli interventi e devono essere considerate nella lettura degli indicatori. Proprio per questo, rendere disponibili dati accompagnati da definizioni metodologiche chiare, informazioni sulle popolazioni considerate e adeguati elementi di contesto potrebbe favorire analisi più accurate.
La comparabilità, in poche parole, non dovrebbe tradursi in classifiche semplicistiche, ma nella possibilità di individuare criticità, comprendere le differenze organizzative e riconoscere le esperienze che producono risultati utili. Una maggiore trasparenza potrebbe inoltre sostenere il confronto pubblico sull’utilizzo delle risorse, sull’accessibilità degli interventi e sulla capacità dei programmi di raggiungere le popolazioni più vulnerabili.
Dalla rendicontazione alla valutazione dei risultati
Il punto centrale non riguarda soltanto la quantità di informazioni raccolte, ma l’utilizzo che ne viene fatto. Il monitoraggio dei Piani regionali svolge una funzione istituzionale precisa, anche in relazione al sistema di verifica degli adempimenti connessi ai Livelli essenziali di assistenza. Tuttavia, la valutazione della prevenzione acquista un significato più ampio quando non si limita a verificare il rispetto delle scadenze e il raggiungimento formale degli indicatori, ma contribuisce anche a comprendere quali interventi funzionano, dove emergono difficoltà e quali modifiche siano necessarie. Il rischio da evitare è che la disponibilità di strumenti informatici sempre più strutturati venga associata prevalentemente a un aumento degli adempimenti amministrativi, senza un corrispondente miglioramento della capacità di utilizzare le informazioni per orientare le scelte. La piattaforma nazionale offre un’infrastruttura attraverso cui organizzare questo patrimonio conoscitivo. La sua efficacia dipenderà dalla qualità e completezza dei dati, dalla capacità delle amministrazioni di utilizzarli e dalle modalità con cui i risultati potranno essere condivisi. In questa prospettiva, una maggiore accessibilità pubblica potrebbe rappresentare un’evoluzione importante del sistema, senza confondere la funzione di monitoraggio istituzionale con quella di informazione rivolta ai cittadini.
La questione decisiva, quindi, non è più soltanto disporre di una piattaforma nazionale, ma capire quanto questa contribuirà a rendere verificabili e comprensibili i risultati della prevenzione. Perché la prevenzione ha bisogno di essere programmata e monitorata, ma anche di essere raccontata attraverso ciò che produce: le persone raggiunte, i bisogni affrontati, le disuguaglianze contrastate e i cambiamenti ottenuti nel tempo. La piattaforma rappresenta uno degli strumenti attraverso cui costruire questa conoscenza. La sfida del nuovo ciclo 2026–2031 sarà trasformare un sistema di programmazione e rendicontazione istituzionale anche in un’opportunità di maggiore trasparenza e responsabilità pubblica.
Per approfondire
- Ministero della Salute – Piano nazionale della prevenzione 2026–2031, 22 maggio 2026.
- Conferenza Stato-Regioni – Intesa del 21 maggio 2026, repertorio n. 69/CSR.
- Ministero della Salute – Piattaforma web-based Piani regionali della prevenzione 2020–2025, aggiornamento 31 dicembre 2024.
- Portale PF-PRP – Piattaforma PNP 2026–2031.
- Portale PF-PRP – Unità operative e riferimenti istituzionali.
- Portale PF-PRP – Informativa privacy e responsabilità tecniche.
- Ministero della Salute – Direttiva generale 2026, obiettivi strategici e sistema PF.
