Oggi la protezione materna e quella del neonato stanno entrando nella stessa agenda di sanità pubblica
La gravidanza sta diventando uno dei luoghi più interessanti in cui osservare l’evoluzione della prevenzione primaria. Non solo perché consente di proteggere la donna, ma perché mette in relazione diretta la salute materna, quella del neonato e i primi mesi di vita del bambino. La Regione europea dell’OMS lo ha detto con grande chiarezza nel 2025, affermando che la vaccinazione in gravidanza contro pertosse, influenza, COVID-19 e RSV sta aiutando donne e bambini a sopravvivere e a stare meglio. È un passaggio che fotografa un cambiamento culturale profondo: la gravidanza non viene più letta come una parentesi in cui il discorso vaccinale si restringe, ma come una piattaforma privilegiata di prevenzione precoce.
Questa trasformazione è già visibile sul piano regolatorio e scientifico. L’OMS ha pubblicato nel 2025 un position paper dedicato all’immunizzazione per proteggere i bambini piccoli dalla malattia da RSV, mentre l’EMA ha riconosciuto il ruolo della vaccinazione materna come strumento di protezione dei lattanti nei primi sei mesi di vita. Sul fronte italiano, il Ministero della Salute continua a raccomandare la vaccinazione anti-COVID-19 in gravidanza con vaccini a mRNA e l’ISS ricorda che le vaccinazioni raccomandate contro influenza e pertosse possono essere proposte nel percorso assistenziale della donna in modo coerente e integrato. Ne emerge un disegno sempre più chiaro: la prevenzione in gravidanza non è la somma di singole indicazioni, ma uno spazio unitario di protezione.
Questo non significa, naturalmente, cancellare le cautele. Ministero e ISS continuano a ricordare che alcuni vaccini vivi attenuati sono controindicati in gravidanza. Ma proprio questa distinzione rafforza il messaggio principale: la gravidanza non è più il luogo della sola prudenza, è anche il luogo della programmazione preventiva. La circolare ministeriale per la stagione influenzale 2025-2026 ribadisce che la vaccinazione resta la misura più efficace per ridurre complicanze e ricoveri, mentre i materiali ISS dedicati alla pertosse in gravidanza insistono sul valore della protezione passiva trasferita al neonato. Il punto, quindi, non è aggiungere raccomandazioni, ma costruire un percorso di prevenzione ordinato e credibile.
Le prospettive riguardano soprattutto il sistema dei servizi. Se la gravidanza diventa davvero una piattaforma di prevenzione, allora consultori, ostetriche, ginecologi, medici di famiglia, centri vaccinali e pediatria devono parlare un linguaggio coerente. Il messaggio più utile è probabilmente questo: la prevenzione in gravidanza funziona quando viene proposta come parte del percorso dei primi mille giorni, non come un insieme frammentato di consigli separati. È lì che la sanità pubblica può fare la differenza, trasformando la vaccinazione da scelta percepita come eccezionale a componente normale della cura materno-infantile.
Riferimenti e bibliografia
- WHO/Europe – Statement: No health security without immunization
- WHO – WHO position paper on immunization to protect infants against respiratory syncytial virus disease, May 2025
- EMA – Abrysvo: EPAR
- Ministero della Salute – Donne in età fertile e in gravidanza
- ISS EpiCentro – Vaccinazioni per le donne in gravidanza e in età fertile
- Ministero della Salute – FAQ: gravidanza, allattamento e Covid-19
- ISS EpiCentro – Indicazioni ad interim su vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento
- Ministero della Salute – Influenza, pubblicata la Circolare con le raccomandazioni per la stagione 2025-2026
- ISS EpiCentro – Vaccinazione prima e durante la gravidanza: cosa c’è da sapere
